Ancora una volta l’Italia è la vergogna dell’Europa. Mentre la Calabria sprofonda nella guerra civile, la Gelmini proponei il tetto per gli stranieri : 30% per classe. Tragica ironia. Oltre ad essere, infatti, una misura irrealizzabile e menzognera, creata ad hoc per confortare il razzismo congenito degli italiani, questa riforma aggraverà ancora la situazione degli immigrati italiani.
1. Irrealista. Semplicemente demagogica e irrealizzabile, ecco com’è questa nuova riforma : mentre non ci sono abbastanza professori, mentre le classi sono sovraccariche, mentre le aule cadono a pezzi, mentre le scuole e i collegi crollano uccidendo gli alunni, mentre non c’è neanche un’università italiana nella classifica delle migliori 200 università del mondo, come si farà a creare un conteggio degli stranieri e a distribuirli in modo equo e razionale nelle classi ? Altro che misura anti-ghetto : dove andranno a finire i figli d’immigrati in eccesso ? Per strada, a ingrandire il numero di bambini sfruttati a scopi industriali, agricoli o sessuali ? E nella malascuola italiana, è proprio questa la priorità ?… è forse colpa degli stranieri se gli italiani non sanno fare un cazzo ? O colpa dei programmi e dei libri di testo che datano del fascismo (o forse di prima?) O colpa dei professori incompetenti diplomati negli anni 50 e che si sono comprati la cattedra ?
2. Irrazionale e fascista. In un sistema scolastico sensato, i bambini dovrebbero fin da piccoli essere abituati a conoscere l’Altro – cioé il viso diverso, la lingua diversa – e a considerarlo come parte di Sé. La scuola non esiste solo per imparare le proprie tradizioni e la propria identità in modo “verticale” e assoluto, come si imparano le addizioni. La scuola esiste per costruire la propria identità in modo “orizzontale” e relativo, in confronto con l’Altro. L’etica e la cultura non sono insegnamenti fissi in un Libro, ma si costruiscono nel Dialogo – e talvolta nell’incontro con l’Altro : incontro terribile, a volte spaventoso, che s’impone come trascendenza, e proprio per questo ha valore etico. Ridurre l’Altro ad una percentuale minoritarie (un massimo di 3 bambini su 10) significa educare il bambino secondo norme razziste. Significa rifiutare il modello di una cultura, di una società cosmopolita (condizione trascendentale della pace universale secondo Kant). Significa abituare il bambino italiano a considerare come diverso il non-italiano trasmettendo quindi l’odio razzista ; significa al contempo condannare il piccolo straniero, definirlo in modo negativo, privarlo della possibilità di acculturarsi. D’altronde i figli di immigrati sono spesso più bravi di normali scolaretti nazionali : la loro doppia cultura e il loro bisogno di riscatto sociale spiegano un migliore rendimento. Ma spesso per motivi sociali (discriminazione, mancanza di soldi) non proseguono studi superiori.
Nel tragico contesto calabrese, sembra una mancanza di decenza da parte di Gelmini. Si tratta invece di una scelta macchiavellica : si approfitta del momento di shock per annunciare questa riforma. Speriamo che gli italiani sapranno cogliere il senso di quest’ennesima mossa politica. Ma non abbiamo molte illusioni. Questa riforma è infatti ispirata al discorso razzista e xenofobo di molti genitori italiani e maestri/e italiani che, incapaci di provvedere a una corretta educazione dei loro figli, si servono dello straniero come capro espiatorio. (Questo meccanismo non è nuovo, è lo stesso che ha portato allo sterminio degli ebrei.)
