Quando hanno cominciato ad arrivare i primi risultati delle elezioni regionali, ho seriamente pensato che questa volta non avrei potuto scrivere niente, nè commentare in alcun modo. Mi sono sentito ridotto al silenzio. Disarmato. Incapace di comprendere. Che cos’altro – mi sono chiesto – dovrà fare Berlusconi a questo Paese perchè la gente smetta di votarlo? Oh, ha perso consensi, certo. Ma almeno al Nord, molti dei voti che ha perso sono andati alla Lega: un partito che, pur avendo espresso un paio di politici di rilievo, rimane ai miei occhi quello della secessione, delle ronde padane, dei barconi di immigrati da prendere a cannonate, del tricolore trasformato in carta igienica.
Al contempo, dispiace vedere sconfitta (da una pur rispettabile Polverini) una personalità come quella di Emma Bonino, che da quarant’anni si batte per la legalità e perchè gli italiani (e non solo) possano vedere riconosciuti i propri diritti civili. Ma non è di questo che voglio parlare.
Vorrei parlare del brutto film di Alberto Sordi che ho visto questa sera.
http://www.youtube.com/watch?v=blBwU7oYE8o
Vorrei parlare di quelli per cui “rossi e neri sono tutti uguali”. Di quelli per cui non ha senso votare contro il governo, tanto nessuno ci rappresenta. Di quelli che pur non condividendo la politica berlusconiana non vanno a votare, o votano liste fantoccio come quella di Grillo, impedendo di costruire l’alternativa a chi, magari, avrebbe avuto i numeri per farlo.
Di chi poteva fare la differenza e, semplicemente, ha scelto di tirarsi indietro.
Avranno un bel dire, Grillo e i suoi, che il 7% che hanno conseguito in Emilia-Romagna rappresenta una sconfessione del sistema partitico ed un’inversione di tendenza. Bella forza. In Emilia-Romagna l’elettore di centrosinistra può permettersi di votare anche il Partito dell’Amore di Cicciolina e Moana, tanto sa che Errani vincerà comunque. Ed infatti così è stato. Il voto di protesta, in Emilia-Romagna, è pressochè privo di rischi. Può davvero Grillo farsi forte di un risultato simile?
E che dire del Piemonte? Se la metà dei voti del Movimento Cinque Stelle fossero andati a Mercedes Bresso, oggi il Piemonte non sarebbe governato dalla Lega. Prospettiva che, al pari del sottoscritto, i grillini sicuramente trovano entusiasmante.
Qualcuno potrà dire che erano elezioni regionali, e quindi i miei ragionamenti di opposizione politica a livello nazionale non si applicano. Può darsi, ma in un altro Paese. Nel nostro, i candidati governatori giurano tutti insieme nelle mani dell’imperatore da un palco a Roma, rivelandosi in questo come suoi vassalli ed emissari diretti. Che non avranno la libertà di dire no, qualora si rivelasse necessario.
Pensate che la vostra astensione riempirà di remore il centrodestra? Credete che Berlusconi si sveglierà di notte, per il timore di non essere rappresentativo? Vi sbagliate. Berlusconi da oggi, grazie anche al vostro non-voto, è più forte che mai.
Per cui sapete che vi dico? Ve lo meritate, Alberto Sordi. Ci rivediamo fra tre anni.
